Lettera a Carlo Conti

Lettera a Carlo Conti

Salve Carlo, anche quest’anno si è preso l’onore e l’onere di presentare il festival di Sanremo che rimane lo spettacolo musicale più atteso dell’anno dalla maggior parte degli italiani (che sono over cinquanta) ma anche da diverse centinaia di migliaia di persone emigrate, nonostante lì ci siano i Grammy Awards. Come dire, è qualcosa che ci fa sentire italiani e uniti, un pó come la pasta, un pó come la finale dei mondiali, un pó come la gnocca, via. Come l’anno scorso, lei ha deciso i cantanti (immagino non l’abbia fatto da solo, o almeno voglio sperare) e sta per comunicare i cantanti definiti “superospiti” italiani. Quest’anno le chiederei, dato che vengono pagati con i soldi di tutti quelli che hanno la TV (canone Rai), quindi sia da quelli che lo guardano ma soprattutto anche da quelli che non lo guardano, di Pretendere da questi “bigs” delle performances degne del loro nome e dei cachets da centinaia di migliaia di euro. Io non posso dimenticare l’assoluta pessima figura di una delle nostre cantanti più famose, Gianna Nannini, al suo Festival dell’anno scorso. Andò fuori tempo più di una volta, urló come fosse al mercato a vendere il pesce e stonó come neanche ai concorsi di paese quando le spie non vanno (o non andavano le spie neanche da voi ?). Il punto è che le era stata data la massima visibilità, l’ultima serata, il sabato sera. Io sono rimasto senza parole quando ho visto l’esibizione in internet qualche giorno dopo. Fu addirittura fischiata dal pubblico (chissà quanto aveva pagato per quel biglietto), e ce ne vuole per fischiare un cantante al Festival di Sanremo, roba dell’altro mondo. Anzi, di questo. Io credo che nel music business italiano in cui oggi trionfa il talent “show”, lo “spettacolo” (le luci, i bei vestiti, le coreografie) ma in cui di cantanti bravi se ne vedono pochi perché vanno su palchi troppo importanti non essendo ancora pronti (io ne conosco qualcuno che è stato sul palco di Xfactor ma non aveva mai fatto una serata dal vivo prima, e non sto parlando di concorsi), se per loro da un certo punto di vista – ad esser magnanimi – qualche stonatura la si puó quasi quasi accettare dato che non vengono pagati fior di soldi ma si mettono in gioco per la prima volta, questo a mio parere non può e non deve capitare al Festival di Sanremo. E le spiego perchè. Niente di personale con la signora Nannini che non conosco, e che, anzi, ho ascoltato molto volentieri per tutti gli anni 90 e ho avuto il piacere di allenare un suo autore, Pacifico, l’autore di “Sei nell’anima” (proprio il pezzo incriminato). Ma...

Read More