IL DECALOGO DELL’ INSEGNANTE DI CANTO

10 principi su cui si basa la visione del WeSING studio. Liberamente ispirata al M° G. Marchesi.   1)  L’insegnante di canto è un mestiere o meglio ancora un servizio, un ministerium; 2)  La voce umana è il suono dell’anima di una persona: imparare ad ascoltarla con attenzione aiuta a comprenderne i bisogni; 3)  La legge dell’insegnante di canto è la voce del suo allievo e lo sviluppo della sua funzionalità tecnica ed espressività umana; 4)  Ai diversi gradi di esperienza e conoscenza corrisponderanno tre figure: l’insegnante, l’allenatore ed il Maestro; per raggiungere questi traguardi, l’insegnante di canto dovrà impadronirsi della tecnica vocale, della competenza musicale ed aver fatto pratica in ognuno di questi campi; 5)  Per arricchire il proprio insegnamento, un elemento importante di una voce è la sua naturale cadenza dialettale: dal modo di parlare di una persona, e di conseguenza dalle sue origini, si può spesso intuire il tipo di vocalità; 6)  Lo studio delle culture musicali di altri paesi può contribuire a formare una conoscenza più ampia dell’arte del canto e del suo insegnamento; 7)  La capacità di un insegnante di canto poggia su tre pilastri: conoscenza dello strumento, musicalità ed empatia umana; 8)  La tecnica è l’uso appropriato, controllato e non distruttivo degli strumenti vocali più adatti all’allenamento che si sta facendo eseguire; 9)  La preparazione di un repertorio richiede l’abilità tecnica dell’allievo di affrontarne le note e la sua abilità interpretativa di esaltare il lavoro del compositore; 10) Non esistendo una verità assoluta, ogni insegnante di canto serio e preparato potrà portare qualcosa di positivo nello sviluppo di una voce, senza pensare che la sua è la tecnica perfetta, e sempre con la consapevolezza che la voce umana, così come l’intero universo, è in continuo cambiamento, e che la cosa più importante è il saper ascoltare; Il decalogo dell’insegnante di canto...

Read More

Due donne coraggiose

La prima insegnante certificata WeSing a licenziarsi da un lavoro che non amava per fare di ciò che ama davvero – cantare ed insegnare canto – un lavoro a tempo pieno fu Roberta Delfino. Quest’anno è il turno di Debora Orioni quello di licenziarsi. Due donne coraggiose. Due donne intelligenti. Ho creato WeSing anche per questo : poter dare una svolta alla vita delle persone meritevoli. Hanno voluto la bici (WeSing) – una bella bici – e ora si sono messe a pedalare da sole, ma sempre assistite, pedalata dopo pedalata, per ridurre al minimo indispensabile il numero delle cadute. Giusto quelle di cui hanno bisogno per imparare a rialzarsi da sole e continuare il percorso. Bene così. (in foto il momento in cui Debora scrive le dimissioni e la...

Read More

“Canta bene che ti passa” : 10 pillole di filosofia WeSing

“Canta bene che ti passa” : 10 pillole di filosofia WeSing

1. Una delle priorità per chi allena in WeSing è l’attenzione ed il benessere della voce; 2. Si deve valorizzare l’equilibrio di una voce attraverso la conoscenza dello strumento ed i suoi contrasti; 3. Nel music business, l’aspetto (look) deve valorizzare il contenuto (voce); 4. L’insegnamento del canto influisce sulla salute della voce e sull’umore, e può accelerare una carriera professionale; 5. Empatia, curiosità ed osservazione sono alla base per interpretare le esigenze della voce che alleni. A queste devi unire la conoscenza, l’esperienza e l’istinto; 6. Ogni voce, dalla più grezza alla più raffinata, merita lo stesso rispetto; 7. Alla tecnologia si deve dare la giusta importanza; 8. La scienza è una risorsa che usiamo come supporto, senza lasciare che questa prevarichi sull’istinto di un artista, che è la chiave della sua libertà e personalità; 9. La perseveranza, nel canto come nella vita, è la chiave del successo; 10. “Canta bene che ti passa” è il nostro detto popolare; ______________________________________________________________________________________________________________________ 1. One of the priorities for voice coaches in WeSing is the attention and the well-being of the voice; 2. We must enhance the balance of a voice through the knowledge of the instrument and its contrasts; 3. In music business, the appearance (look) should enhance the content (voice); 4. Teaching of singing affects the health of a voice and the mood, and can accelerate your professional career; 5. Empathy, curiosity and observation are at the bottom to interpret the requirements of the voice that you’re training. To these you must add knowledge, experience and instinct; 6. Every voice, from the roughest to the most refined, deserves the same respect; 7. We must give due importance to technology; 8. Science is a resource that we use as support, without letting this overpowering on the instinct of an artist, which is the key to his freedom and personality; 9. Perseverance,in singing as in life, is the key to success; 10. “Sing well and you’ll be fine” is our proverb; (ispirato a “10 pillole di filosofia POP” di D....

Read More

Lettera a Carlo Conti

Lettera a Carlo Conti

Salve Carlo, anche quest’anno si è preso l’onore e l’onere di presentare il festival di Sanremo che rimane lo spettacolo musicale più atteso dell’anno dalla maggior parte degli italiani (che sono over cinquanta) ma anche da diverse centinaia di migliaia di persone emigrate, nonostante lì ci siano i Grammy Awards. Come dire, è qualcosa che ci fa sentire italiani e uniti, un pó come la pasta, un pó come la finale dei mondiali, un pó come la gnocca, via. Come l’anno scorso, lei ha deciso i cantanti (immagino non l’abbia fatto da solo, o almeno voglio sperare) e sta per comunicare i cantanti definiti “superospiti” italiani. Quest’anno le chiederei, dato che vengono pagati con i soldi di tutti quelli che hanno la TV (canone Rai), quindi sia da quelli che lo guardano ma soprattutto anche da quelli che non lo guardano, di Pretendere da questi “bigs” delle performances degne del loro nome e dei cachets da centinaia di migliaia di euro. Io non posso dimenticare l’assoluta pessima figura di una delle nostre cantanti più famose, Gianna Nannini, al suo Festival dell’anno scorso. Andò fuori tempo più di una volta, urló come fosse al mercato a vendere il pesce e stonó come neanche ai concorsi di paese quando le spie non vanno (o non andavano le spie neanche da voi ?). Il punto è che le era stata data la massima visibilità, l’ultima serata, il sabato sera. Io sono rimasto senza parole quando ho visto l’esibizione in internet qualche giorno dopo. Fu addirittura fischiata dal pubblico (chissà quanto aveva pagato per quel biglietto), e ce ne vuole per fischiare un cantante al Festival di Sanremo, roba dell’altro mondo. Anzi, di questo. Io credo che nel music business italiano in cui oggi trionfa il talent “show”, lo “spettacolo” (le luci, i bei vestiti, le coreografie) ma in cui di cantanti bravi se ne vedono pochi perché vanno su palchi troppo importanti non essendo ancora pronti (io ne conosco qualcuno che è stato sul palco di Xfactor ma non aveva mai fatto una serata dal vivo prima, e non sto parlando di concorsi), se per loro da un certo punto di vista – ad esser magnanimi – qualche stonatura la si puó quasi quasi accettare dato che non vengono pagati fior di soldi ma si mettono in gioco per la prima volta, questo a mio parere non può e non deve capitare al Festival di Sanremo. E le spiego perchè. Niente di personale con la signora Nannini che non conosco, e che, anzi, ho ascoltato molto volentieri per tutti gli anni 90 e ho avuto il piacere di allenare un suo autore, Pacifico, l’autore di “Sei nell’anima” (proprio il pezzo incriminato). Ma...

Read More